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26/04/2013 - AVOCAZIONE DELLE INDAGINI
L'Avocazione è un istituto giuridico del diritto processuale penale italiano. Consiste nel potere riconosciuto al Pubblico Ministero della Procura Generale della Repubblica di far proprie le attribuzioni normalmente demandata all'uffico del Pubblico Ministero delle Procure della Repubblica presso i Tribunali per il compimento di determinati atti. Di regola le Procure generali della Repubblica non hanno la titolarità dell'attività investigativa, tuttavia, il Procuratore generale presso la Corte di appello può esercitare il potere di avocazione quando: 1. il Procuratore della Repubblica ometta di provvedere alla sostituzione del Pubblico ministero in udienza nelle fattispecie previste dall’art. 36, comma 1, lett. a), b), d), e), c.p.p. (art.53, comma 3, c.p.p.); 2. in conseguenza dell’astensione o della incompatibilità del Pubblico ministero designato, non sia possibile provvedere alla sua tempestiva sostituzione (art. 372, comma 1, lett. a), c.p.p.); 3. il Procuratore della Repubblica ometta di provvedere alla sostituzione del Pubblico ministero designato per le indagini nei casi previsti dall’art. 36, comma 1, lett. a), b), d), e), c.p.p. (art. 372, comma 1, lett. b), c.p.p.); 4. nei casi di indagini preliminari collegate ai gravi delitti indicati nel comma 1 bis dell’art. 372 c.p.p., non risulti effettivo il coordinamento delle indagini previste dall’art. 371, comma 1, c.p.p. e non abbiano dato esito le riunioni per il coordinamento disposte o promosse dal Procuratore generale anche d’intesa con altri Procuratori generali interessati (art. 372, comma 1 bis, c.p.p.); 5. si ravvisi un’ipotesi di inerzia del Pubblico ministero nella conduzione delle indagini preliminari, qualora costui non provveda ad esercitare l’azione penale ovvero a chiedere l’archiviazione entro il termine stabilito dalla legge o prorogato dal giudice (artt. 412 e 413 c.p.p.). Il caso di avocazione per inerzia del P.M., è esercitabile nelle sole due fattispecie tassativamente indicate dall’art. 412 c.p.p. determina un trasferimento all’ufficio avocante di tutti i poteri inerenti all’esercizio dell’azione penale inizialmente spettanti all’ufficio avocato, fermo restando, tuttavia, che il mancato esercizio dell’avocazione da parte del Procuratore generale lascia invariata la facoltà dell’inquirente di primo grado di continuare a svolgere attività processuale, con il solo limite della preclusione dell’espletamento di atti diretti all’immediata acquisizione di materiale probatorio . Al fine di consentire un controllo sulla ricorrenza delle ragioni giustificatrici del ricorso all’avocazione, ed in particolare delle motivazioni della condotta del Procuratore avocante o dei Pubblici ministeri avocati, l’art. 70, comma 6, R.D. 30 gennaio 1941, n. 12, stabilisce che, in tutte le ipotesi di avocazione, la decisione debba essere assunta con decreto motivato, da trasmettersi al Consiglio superiore della magistratura . Tale soluzione è stata individuata in delibera del CSM “limitando l’obbligo di avocazione ai soli casi in cui, scaduto il termine originario o prorogato, il Procuratore della Repubblica non sia ancora in grado di concludere per la necessità di compiere atti di indagine da utilizzare nel dibattimento”. A tale fine, “appaiono conformi alla normativa vigente e a razionalità organizzativa dei rapporti tra le Procure della Repubblica e la Procura generale, le diffuse prassi secondo le quali i Procuratori della Repubblica, nell’adempiere all’obbligo di cui all’art. 127 disp. att. c.p.p., comunicano al Procuratore generale l’elenco delle indagini preliminari i cui termini siano scaduti, distintamente segnalando quelle che ancora richiedono atti di indagine; in ordine a queste ultime, nei tempi opportuni e possibili in rapporto alle risorse personali e materiali a disposizione, il Procuratore generale provvede alla avocazione”. FONTI NORMATIVE CPP PARTE SECONDA LIBRO V - INDAGINI PRELIMINARI E UDIENZA PRELIMINARE TITOLO V - Attività del pubblico ministero Articolo 372 cpp - Avocazione delle indagini Avocazione delle indagini 1. Il procuratore generale presso la corte di appello dispone con decreto motivato, e assunte, quando occorre, le necessarie informazioni, l'avocazione (412) delle indagini preliminari quando: a) in conseguenza dell'astensione (52) o della incompatibilità del magistrato designato non è possibile provvedere alla sua tempestiva sostituzione; b) il capo dell'ufficio del pubblico ministero ha omesso di provvedere alla tempestiva sostituzione del magistrato designato per le indagini nei casi previsti dall'articolo 36 comma 1 lettere a), b), d), e). 1-bis. Il procuratore generale presso la corte di appello, assunte le necessarie informazioni, dispone altresì con decreto motivato l'avocazione delle indagini preliminari relative ai delitti previsti dagli articoli 270bis, 280, 285, 286, 289bis, 305, 306, 416 nei casi in cui è obbligatorio l'arresto in flagranza e 422 del codice penale quando, trattandosi di indagini collegate, non risulta effettivo il coordinamento delle indagini previste dall'articolo 371 comma 1 e non hanno dato esito le riunioni per il coordinamento disposte o promosse dal procuratore generale anche d'intesa con altri procuratori generali interessati (1). ----- (1) Comma inserito dall'art. 3, DL 9/9/1991 n. 292 e successivamente modificato dall'art. 8, DL 20/11/1991 n. 367, convertito con modificazioni dall'art. 8, DL 20/1/1992 n. 8. CPP PARTE SECONDA LIBRO V - INDAGINI PRELIMINARI E UDIENZA PRELIMINARE TITOLO VIII - Chiusura delle indagini preliminari Articolo 412 cpp - Avocazione delle indagini preliminari per mancato esercizio dell'azione penale Avocazione delle indagini preliminari per mancato esercizio dell'azione penale 1. Il procuratore generale presso la corte di appello dispone con decreto motivato (125) l'avocazione delle indagini preliminari (372) se il pubblico ministero non esercita l'azione penale (405) o non richiede l'archiviazione (408) nel termine stabilito dalla legge o prorogato dal giudice. Il procuratore generale svolge le indagini preliminari indispensabili e formula le sue richieste entro trenta giorni dal decreto di avocazione. 2. Il procuratore generale può altresì disporre l'avocazione a seguito della comunicazione prevista dall'articolo 409 comma 3. Articolo 413 cpp - Richiesta della persona sottoposta alle indagini o della persona offesa dal reato. 1. La persona sottoposta alle indagini o la persona offesa dal reato può chiedere al procuratore generale di disporre l'avocazione a norma dell'articolo 412 comma 1. 2. Disposta l'avocazione, il procuratore generale svolge le indagini preliminari indispensabili e formula le sue richieste entro trenta giorni dalla richiesta proposta a norma del comma 1.
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